Conoscenza che genera innovazione
Approfondimenti, analisi e scenari per accompagnare la transizione sostenibile del Made in Italy.
Dalla Nautica in serie alla customizzazione flessibile
I sistemi produttivi industriali stanno attraversando una fase di trasformazione strutturale che mette in discussione i presupposti del modello novecentesco fondato su standardizzazione ed economie di scala.
La crescente frammentazione della domanda, l’accelerazione dell’innovazione, la pressione normativa legata alla transizione ecologica e la centralità dell’esperienza dell’utente stanno progressivamente erodendo la validità del paradigma “one-size-fits-all”
Parallelamente, il valore si è progressivamente spostato dalla funzione all’esperienza e al significato (Pine & Gilmore, 1999; Holbrook, 2006). Nel settore nautico questo passaggio è particolarmente evidente: l’imbarcazione non è più soltanto bene-status, ma sistema di valori e piattaforma esperienziale, in cui identità, sostenibilità e qualità progettuale assumono un ruolo centrale (Ansaloni et al., 2024).
Tessile e Concia Circolari: cuore green, mente digitale, il nuovo volto del Made in Italy
La filiera tessile e conciaria rappresenta uno dei pilastri identitari, culturali e industriali del Made in Italy. Tuttavia, essa si colloca oggi al centro di una trasformazione profonda determinata da pressioni ambientali, evoluzione normativa europea, nuove aspettative dei consumatori e accelerazione tecnologica. L’aumento dei rifiuti tessili post-consumo (stimati in milioni di tonnellate annue a livello europeo) e la significativa produzione di scarti conciari pongono una sfida strutturale alla sostenibilità del settore.
Allo stesso tempo, l’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), lestrategie europee per l’economia circolane e gli obiettivi di neutralità climatica rendono urgente un ripensamento dei modelli produttivi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto: progettazione, produzione, utilizzo, fine vita e re-immissione nei cicli mateniali.
Un riscoperto valore dell’uomo nel futuro della manifattura
La manifattura avanzata è un sistema socio-tecnico complesso, dove la tecnologia, l’organizzazione e il fattore umano co-evolvono, per questo è necessario ona, in un momento in cui l’evoluzione tecnologica negli ultimi anni ha avuto una spinta molto fonte, fareuna riflessione sul ruolo dell’uomo in questo contesto.
Nel prossimo orizzonte di 5-10 anni, la ricerca e l’innovazione nel sistema manifatturiero italiano saranno chiamate a rispondere a una duplice sfi da: da un lato, sostenere la competitività e la resilienza delle fi liere del Made in Italy in un contesto globale sempre più instabile e tecnologicamente avanzato; dall’altro, garantire che la trasformazione digitale e industriale avvenga in modo sostenibile, inclusivo e umano-centrico.
Verso una supply chain circolare del litio e dei metalli critici
La transizione energetica e digitale in conso ha reso le materie prime critiche (Critical Raw Materials, CRM) un elemento centrale della competitività industniale, della sicurezza economica e della sovranità tecnologica. In particolare, le batterie agli ioni di litio (Lithium-lon Batteries,
LIBs) rappresentano una tecnologia abilitante per la mobilità elettrica, l’accumulo stazionario di energia e numerose applicazioni industniali e digitali.
La loro diffusione su langa scala ha però accentuato la dipendenza da un numero limitato di matenie prime – tra cui litio, nichel, cobalto, manganese e grafite –
caratterizzate da elevata concentrazione geognafica dell’estrazione e della raffinazione, volatilità dei mercati e crescenti criticità geopolitiche.
Design-driven strategies for a sustainable Made in Italy
Nel contesto delle attuali transizioni ecologiche, digitali e sociali, il ruolo del design emerge come leva strategica per orientare i processi di innovazione verso modelli di sviluppo più sostenibili e responsabili. Tale centralità è confermata anche sul piano normativo dal recente Regolamento europeo che istituisce il quadro per la definizione dei requisiti di progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili (Reg. UE 2024/1781), che riconosce alla fase di progetto un ruolo determinante nella riduzione degli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, richiedendo così un approccio sistemico orientato ai futuri.
In questo scenario, l’obiettivo del White Paper è delineare una visione strategica nel campo del design per la sostenibilità, in coerenza con le traiettorie individuate da MICS e con i processi di innovazione in atto.
FuturArredo
Lindustria dell’arredo è il secondo mercato più grande dell’economia europea, e riveste un’importanza strategica per il vecchio continente e per l’Italia (URC,
2023). Circa un quanto degli arredi del mondo viene prodotto in Europa, con un valore stimato di circa 262 miliardi di euro nel 2025, ed una proiezione in crescita nei prossimi cinque anni (JRC, 2023; Mordor
Intelligence, 2025). Questo sviluppo è sostenuto da un’ondata di ristrutturazioni – sia per ragioni legate al turismo, sia per la creazione di infrastrutture e prodotti sempre più connessi e tecnologici – e da costanti cambiamenti di mode e trend. Allo stesso tempo, questa crescita presenta delle sfi de che caratterizzano il nostro tempo e rifl ettono dei cambiamenti più profondi della nostra società, impattando anche il settore arredo.
Transitional Industrial Designer
Questo contributo rappresenta la sintesi delle attività di ricerca svolte nello Spoke 1 “Design digitale avanzato: tecnologie, processi e strumenti” del Partenariato esteso
MICS finanziato con i fondi PNRR. I dieci progetti svolti da questo gruppo di ricerca multidisciplinane hanno permesso di sperimentare nuovi processi di scambio della conoscenza che hanno dato luogo a molteplici Proof of Concept per lo sviluppo di soluzioni di prodotto servizio innovative.
Il futuro del Made in Italy: strategie per la riconfigurazione delle catene del valore
Negli ultimi decenni, le catene globali del valore si sono progressivamente frammentate e internazionalizzate, consentendo alle imprese multinazionali di ridurre i costi, accedere a competenze specialistiche e servire mercati globali (Furr et al., 2022; Kano et al., 2020).
Questo modello, fortemente orientato all’effi cienza e alla specializzazione geografi ca, ha però mostrato limiti strutturali alla luce degli shock verifi catesi negli ultimi cinque anni, che vanno dalla pandemia alla guerra in
Ucraina, dalla crisi energetica e dei dazi, che hanno provocato rallentamenti e interruzioni nelle catene di fornitura globali, mettendone in evidenza le vulnerabilità e fragilità (Gereffi , 2020; Witt et al., 2023).
Oltre a tali shock, le crescenti tensioni geopolitiche (soprattutto tra Stati Uniti e Cina), le opportunità offerte dalla rapida diffusione di nuove tecnologie digitali (inclusa l’intelligenza artifi ciale) e la necessità di incrementare la sostenibilità (non solo ambientale ma anche sociale) delle attività, stanno oggi trasformando profondamente il modo in cui le imprese definiscono la geografi a dei propri processi di approvvigionamento, di produzione e di creazione del valore.
Il Made in Italy come progetto aperto. Design, sostenibilità e piattaforme di innovazione culturale e produttiva.
Il Made in Italy si trova oggi in una fase di profonda trasformazione, sollecitata da mutamenti economici, ambientali, tecnologici e culturali che ne mettono in discussione le definizioni tradizionali. In un contesto segnato da crescente complessità e instabilità, il valore del Made in Italy non può più essere ricondotto esclusivamente all’origine geografica, alla qualità formale del prodotto o alla forza simbolica del marchio.
Si rende necessario un ripensamento che consenta di preservarne l’identità storica, aprendola al tempo stesso a nuove forme di significato, responsabilità e generazione di valore. In questa prospettiva, il Mad in Italy evolve da marchio di origine a pratica sistemica, intesa come insieme articolato di processi culturali,
produttivi e relazionali.
Intelligenza Sistemica e Tecnologie Avanzate per la Moda Circolare Made in Italy
Il presente White Paper si colloca nell’area di nifenimento della moda, del tessile e dei sistemi manifatturieri avanzati, affrontando la transizione verso modelli circolari, digitalizzati e sostenibili lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. L’obiettivo del documento è delineare una visione strategica di breve, medio e lungo periodo per la ricerca e l’innovazione nel settore moda, in coenenza con le traiettorie del Partenaniato Esteso Made in Italy Circolare e Sostenibile (MICS). Il White Paper intende fornire un framework integrato che connetta progettazione, produzione e fine vita, valorizzando il ruolo abilitante delle tecnologie digitali e manifatturiere avanzate nel supportare decisioni data driven, modelli di business circolari e nuove forme di manifattura avanzata. In questa prospettiva, il documento mina a orientare sia la ricerca applicata sia il trasferimento tecnologico verso soluzioni scalabili, misurabili e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.
Modelli innovativi di procurement per la supply chain circolare: la nuova frontiera per rilanciare la competitività del Made in Italy
L’odierno scenanio industriale è governato da una incertezza strutturale e profonda. Le imprese infatti affrontano, ormai quotidianamente, interruzioni della propria catena di approvvigionamento generate da shock geopolitici, tensioni commerciali, pressioni climatiche e sociali, volatilità dei mercati e iper-competizione per materie prime critiche (Massari et al. 2025). La frammentazione degli scambi commerciali unitamente ai colli di bottiglia sull’approvvigionamento di materiali e componenti critici, la corsa alle tecnologie di Industria 4.0 e 5.0, l’inasprimento delle normative ESG ed infine le nuove aspettative di stakeholder istituzionali, clienti e consumatori stanno ridisegnando in maniera radicale e permanente il modus operandi delle imprese in tema di gestione delle catene di approvvigionamento. Allo stesso tempo, il crescente consumo di materie prime e produzione di nifiuti ed emissioni industriali stanno minando la sostenibilità dei sistemi socioeconomici.
Servitizzazione 2035: dati, sostenibilità e nuovi modelli industriali per l’Europa
La servitizzazione industriale indica la trasformazione con cui le imprese manifatturiere evolvono da una logica centrata sulla vendita di prodotti a una logica orientata alla fornitura di soluzioni integrate prodotto-servizio.
In questo contesto, la servitizzazione può essere intesa come una trasformazione dei modelli di business, in cui prodotti, servizi e componenti digitali vengono integrati per fornire valore e performance nel tempo.
I prodotti connessi generano grandi volumi di dati (es. telemetria operativa, log di funzionamento, sensori ambientali, dati di utilizzo) che, opportunamente raccolti, qualificati e governati, diventano la materia prima per servizi avanzati: digital twin, diagnostica e riparazione remota, manutenzione predittiva attiva, ottimizzazione dinamica dei consumi, personalizzazione dell’offerta e pricing basato sull’uso.